Come stanno le foreste del mondo?

Diego Florian
Diego Florian · 8 Agosto 2019
© IAmExpedition / FSC Italia

Nel solo 2016 abbiamo perso 29,7 milioni di ettari, il 15% in più rispetto all’anno precedente, mentre gli effetti dei cambiamenti climatici si fanno ogni giorno più evidenti.

La foresta è un organismo peculiare di gentilezza e benevolenza illimitate che non fa richieste per il suo sostentamento ed elargisce generosamente i prodotti della sua vita ed attività; essa offre protezione a tutti gli esseri: lo ha detto Siddhārtha Gautama più di 2.000 anni fa, in un momento in cui la Terra era sicuramente più ricca di alberi e boschi di quanto non lo sia ora. Un insegnamento così antico, eppure mai così disatteso.

Nel 2017 le attività di deforestazione hanno generato 7,5 miliardi di tonnellate di anidride carbonica – un’enormità, in tempi in cui lottiamo per diminuire le emissioni di C02 e limitare il surriscaldamento globale a un +1,5°. La cause principali di questo disastro rimangono il taglio illegale, l’agricoltura e l’allevamento, a cui si aggiungono incendi, siccità e altri fenomeni metereologici resi sempre più intensi e frequenti dai cambiamenti climatici.

Temperature elevate e bassa umidità sono alla base, ad esempio, degli incendi che ad Agosto hanno divorato ben 5 milioni di ettari di foreste in Siberia, e devastato ampie zone dell’Alaska e della Groenlandia – un disastro senza precedenti, che mette in evidenza la fragilità degli ecosistemi.

Gestione attiva e salvaguardia

Può sembrare un paradosso, eppure più un’area forestale è gestita attivamente, minore è la probabilità che questa sia soggetta a pratiche illegali che ne deturpino le funzioni primarie. La certificazione prevede infatti controlli serrati, valutazione degli impatti di gestione e pianificazione degli interventi. Il tutto con il coinvolgimento delle parti interessate.

La certificazione forestale rappresenta ad oggi uno degli strumenti più flessibili di gestione, in grado di assicurare verifica della legalità, filiere controllate e un approccio che utilizza i prodotti che le foreste ci donano naturalmente senza compromettere i diritti delle comunità e la diversità biologica.

Secondo il documento Forest certification and the green economy, pubblicato dalla FAO, l’area mondiale coperta da gestione forestale responsabile è cresciuta dell’8 per cento tra il 2009 e il 2010 e del 12,6 per cento tra il 2010 e il 2011, e comprende oggi 430 milioni di ettari: una parte ancora esigua, se si pensa che la copertura forestale mondiale è di circa 4.000 milioni di ettari.

Questa situazione lascia ancora molte zone d’ombra, in cui illegalità, corruzione e degrado hanno purtroppo la meglio: solo nel nostro Paese si stima che il 10-20 per cento del legname importato sia di provenienza illecita.

Chi siamo

FSC è un'organizzazione internazionale non governativa, indipendente e senza scopo di lucro, nata nel 1993 per promuovere la gestione responsabile di foreste e piantagioni.

Include tra i suoi membri ONG e gruppi ambientalisti, sociali, proprietari forestali, industrie che commerciano e lavorano il legno e la carta, gruppi della Grande Distribuzione Organizzata, ricercatori e tecnici, per un totale di quasi 900 membri.

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Nella #settimana #SRI del Forum la #finanza #sostenibile si parla di #investimenti #forestali e #FSC risulta lo strumento più affidabile a livello mondiale per garantire la #sostenibilità e la permanenza degli asset. Lo confermano @fbicciato1 @luciobrotto di @ETIFOR @pedroochoa5

Legno tropicale sì, ma da gestione responsabile: @legnonord e @NTeakLtd il 29 Novembre presentano la proposta di prodotti in teak da piantagione certificati FSC. Info e iscrizioni all'evento -> https://t.co/7cFYg5f9K8

We're looking forward to it! Stay tuned for more information on this upcoming podcast series. https://t.co/46rcIQhdtt

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